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PIETRO MAGGI

 

INTITOLAZIONE DELLA BIBLIOTECA COMUNALE A PIETRO MAGGI - Candia Lomellina 11 novembre 2006

Il Sindaco scopre la targa

 

In data 11 novembre 2006 l'Amministrazione Comunale ha intitolato la biblioteca comunale a Pietro Maggi, figura notissima a Candia Lomellina, che ha svolto per anni la professione di insegnante elementare presso le scuole di Candia Lomellina e successivamente quella di direttore didattico presso il plesso scolastico di Valle Lomellina al quale fanno capo le scuole di Candia Lomellina; inoltre lo stesso è stato Presidente dell’Asilo Infantile di Candia Lomellina e, motivo principale per  l’intitolazione a suo nome, primo Presidente della Biblioteca Comunale.

Si riportano alcuni brani dell'intervento del relatore sig. Renato Guzzon, sindaco di Candia Lomellina negli anni 1975/1990:

"Ricordare Maggi è un dovere di tutti, ma per il sottoscritto lo è ancora di più, per quanto ha avuto in collaborazione da questa squisita persona. Nacque con la mia elezione a Sindaco la Biblioteca Comunale e quando si trattò di scegliere il suo Presidente, senza esitazione, indicai il PIERINO. Non tutti nella mia maggioranza erano in sintonia con la mia indicazione. Maggi era stato candidato nella lista che ci avversava nelle elezioni comunali ...... Ma anche nell’altra sponda politica ........la scelta di Maggi a Presidente della Biblioteca non era ben tollerata................ Il comportamento dell’amico Pierino era di una trasparenza solare. Certo anche lui aveva le sue convinzioni politiche, ma nessuno gli chiese mai di abiurarle. Lui non la intese una discriminante e iniziò la sua feconda collaborazione. Mosso solo dall’amore per il suo paese, cercando un leale rapporto con le persone dalla buona volontà. ................... Nacque nell’ammirazione un’amicizia con tanti incontri, conversazioni, chiarimenti. Mi entusiasmò con la sua estesa umiltà, con la pazienza di ascoltare, dare consigli, nel mettersi a disposizione del prossimo con una semplicità perfino disarmante. Una lezione costante di educazione all’imparare, al perfezionarsi. Non rimproverava mai, prudente nel comportarsi, non emergeva mai un rancore in qualunque frangente. Erano sempre gli ultimi, i primi nei suoi intenti.
Erano gli anni difficili del dopoguerra; anche nella piccola realtà locale i fermenti politici albergavano, lotte di braccianti e di mondine che aspiravano a migliori condizioni di vita, squassavano la tranquillità comunale: non schierarsi era problematico, anche se si era a conoscenza delle difficoltà di tanta povera gente. Era istintivo in lui partecipare dove la cittadinanza manifestava. L’entusiasmo lo trascinava al corteo del 1° MAGGIO, al seguito della banda musicale locale che sapeva suonare solo “Bandiera Rossa”. L’indomani, con altrettanto entusiasmo, seguiva la Processione di Don Bosco, al canto “Don Bosco Ritorna”. Sue erano iniziative di doposcuola, dopolavoro, di ricreazione: teatro, musica, cultura, un vulcano sempre in eruzione. Se un canto usciva dalla trattoria, dove i cuori dei semplici si scaldavano con un bicchiere di barbera e una spontanea allegria si manifestava nel coro, entrava tra gli EVVIVA dei coristi, del CIAO PIERINO e ASPETTATE, VADO A PRENDERE LA CHITARRA E TORNO SUBITO.
Il paese del popolino e canterino si emozionava nell’ascolto di VOLA COLOMBA, canto nella retorica, ma dall’amore di un’Italia ritrovata, la cui unità era costata parecchi sacrifici. Esprimeva un sentimento, un ricordo, a fratelli separati.
Mi hanno forgiato questi semplici valori e su Maggi riponevo la mia fiducia e quella della mia appartenenza. Non poteva che essere Lui, a livello locale, il testimone del crescere, conoscere, istruirsi. Una biblioteca popolare, che comprendeva dall’alto il bisogno del basso.
Il Direttore didattico Maggi, nel nostro paese, era l’anello collegante tra posizioni a volte troppo cristallizzate. Con il suo operare cercava il superamento di divisioni politiche, ma anche personali, nocive alle iniziative che esprimeva la comunità. Un attivo maestro del comportamento. ...................... Maggi, ancor prima che Direttore didattico, era un uomo di scuola. .................. Devoto, religioso, ..... dall’indole generosa, una disponibilità al prossimo incommensurabile; ligio nel dovere e negli impegni presi, rispettoso dei convincimenti altrui. Prudente nel dare giudizi, nella sua modestia l’arma vincente, affabile nel prodigarsi continuamente a largo spettro su tutti e per tutti, su chi soccorreva, infondeva fiducia, tranquillità: sapevano che non erano più soli, ora c’era il PIERINO. Acquisì un carisma che non voleva e che non aveva cercato. Nel paese, la vulgata spontanea, semplice, non si menzionava più il cognome: PIERINO, e si sapeva chi era. Questa stima che lo circondava, nella benevolenza che aveva diffuso, gli ritornava ricambiata. “… Ti abbiamo apprezzato. Il tuo ricordo è ancora vivo nel cuore. Quel tuo accattivante sorriso che ad ogni momento stemperava l’atmosfera vive con noi.” Un uomo del secolo scorso, ma raro anche allora: chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e praticarlo (io tra questi) con la sua immensa bontà, ne ha ricavato un insegnamento indelebile per la propria esistenza....................."


BREVE BIOGRAFIA

fotoPietro Maggi nasce a Candia Lomellina il 18 febbraio 1925, frequenta le scuole a Candia e prosegue gli studi presso l'Istituto Magistrale "G. Lanza" di Casale Monferrato. Sono gli anni della seconda guerra mondiale e non è sempre facile raggiungere la cittadina piemontese. In questo periodo conosce Elena Camana , compagna di studi e poi sposa e collega. Nel 1943, comunque, Pietro Maggi si diploma brillantemente come "maestro", ma non ha neppure il tempo di mettere a frutto i suoi studi che già deve partire per la Val Barbera, dove una famiglia amica lo accoglie per aiutarlo a sfuggire alla deportazione in Germania.
Nel 1945 inizia l'attività didattica in qualità di supplente e nel contempo prosegue gli studi presso la facoltà di Magistero dell'Università degli Studi di Torino. Nel 1947 viene accolta la domanda di assunzione presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, presentata senza troppa convinzione per accontentare la famiglia. Ma la scuola è la sua vera vocazione; così nel 1950, quando viene bandito il concorso magistrale, vi partecipa. Superata agevolmente la prova, nel 1951 entra in ruolo e viene assegnato proprio alla sede di Candia Lomellina. Per quindici anni è guida indimenticabile di classi molto numerose ed eterogenee e conquista i suoi allievi con la competenza professione, il suo parlare schietto e sincero e la sua musica. In quegli anni è molto attivo nella vita sociale candiese: tra le sue molte attività è responsabile del Centro di lettura, prima cellula della futura Biblioteca Comunale, di cui sarà il primo presidente dal 1977.
Superato il concorso a Roma, viene nominato Direttore Didattico nel 1966 ed assegnato in provincia di Cagliari. Nel 1967 è trasferito as Asti, nel 1969 a Gravellona, nel 1970 a Robil suo mandolino e le sue chitarrebio e, finalmente, dal 1973 è a Valle Lomellina.
"Pierino" (come è confidenzialmente chiamato da tutto) Maggi non disdegna semplici momenti conviviali, non disdegna di esibirsi in un complessino con gli amici di sempre o di sostenere i cori degli alunni con le note della sua chitarra e del suo mandolino. Organizza per molti anni, a favore della Croce Rossa, un concorso canoro per scolaresche.
Nel 1986 lascia ufficialmente il mondo della scuola, ma continua a partecipare attivamente ai suoi eventi più significativi.
Muore il 17 luglio 1992 nell'amata Val Barbera, dove si era recato come ogni anno.

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